TREKKING AL PARCO NATURALE DEL MONTE CUCCO
Scritto da Istrator Admin il 27-05-2019
SERVAS UMBRIA
TREKKING AL PARCO NATURALE DEL MONTE CUCCO
SABATO 15 GIUGNO 2019
SERVAS UMBRIA vi invita ad una passeggiata al Parco Naturale del Monte Cucco.

DATI GENERALI:
- ORARIO (indicativo): dalle ore 9 alle ore 17.
- LOCALITA’:
- si parcheggia ad alta quota in loc. Val di Ranco e si parte a piedi alle ore 9-9,15 dal parcheggio nei pressi dell’Albergo Bar Ristorante “Monte Cucco di Tobia”; sosta pranzo al sacco al Pian delle Macinare, ritorno a Val di Ranco per le ore 17 circa.
- COMUNI DI SVOLGIMENTO TRAGITTO: Sigillo e Costacciaro
- LUNGHEZZA PERCORSO: 8 km, ripercorrendo al ritorno lo stesso percorso. Possibilità di percorso ad anello, di lunghezza maggiore.
- DISLIVELLO MAX: 230 m.
- TEMPO DI PERCORRENZA: circa 2 ore solo andata
- DIFFICOLTA’: itinerario facilmente individuabile sul terreno, percorribile da chi possiede un minimo di preparazione fisica
- PRANZO: al sacco, da consumare su prati o tavoli all’aperto. Nella località di consumazione del pranzo, possibilità di un pasto al ristorante, o di panini o di torta al testo.
- ALLOGGIO: per chi viene da lontano, varie possibilità di soggiornare presso strutture ricettive del Parco del Monte Cucco (che vanno dal campeggio all’albergo, passando per case-vacanze, country-house etc.) e sono consultabili sul portale della Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali www.parks.it, nelle pagine dedicate al Parco del Monte Cucco, alla sezione SOGGIORNI (elenco a tendina a sinistra, nella pagina iniziale)
- IN CASO DI MALTEMPO si possono visitare:
- il Museo delle Grotte dell’ambiente carsico del Parco nell’ex chiesa di S. Marco a Costacciaro. (previa prenotazione al n. 0759171046)
- La meritevole Abbazia dei santi Emiliano e Bartolomeo in congiuntoli, nel Comune di Scheggia e Pascelupo.
Come arrivare in auto
- da Roma: SS n.3 Flaminia (Roma - Rimini).
- da Ancona: SS n.76 della Val d'Esino.
- da Perugia: SS. n. 318 (nuova superstrada Perugia-Ancona) fino a Fossato di Vico e poi SS. n. 3 Flaminia.
- da Cesena: E45 (superstrada Ravenna - Orte) fino a Montecorona e poi SS 298 Pian d'Assino.
N.B. SI PREGA DI COMUNICARE L’ADESIONE ALL’INIZIATIVA A:
Gabriella Caponi Coordinatrice Servas Umbria: gabricaponi@hotmail.it
Paola Stocchi Local Help Gubbio: paola.stocchi59@libero.it
Informazioni generali circa l’itinerario ed il paesaggio:
L’itinerario inizia in località Val di Ranco (1050 m), facilmente raggiungibile da Sigillo tramite la strada asfaltata che lascia la Flaminia. E’ consigliabile parcheggiare nei pressi dell’Albergo Bar Ristorante “Monte Cucco di Tobia” e proseguire appena al di sotto, dove si imbocca il sentiero n.225, che passa attraverso la suggestiva faggeta “Madre dei faggi”, dove, come suggerisce il nome stesso, imponenti e secolari faggi, con le loro caratteristiche e maestose radici, sono i signori incontrastati del luogo. Dopo circa 30 minuti di cammino all’interno della rilassante ed incantevole faggeta, si giunge alla “Fonte dell’Acqua Fredda” (1015 m). Qui l’acqua sorgiva costituisce ristoro per il turista, prima di incanalarsi in un piccolo ruscello. Proseguendo lungo il sentiero n. 225, si penetra nel bosco ad alto fusto della Fida, tappezzato da un profumato tappeto di aglio orsino (Allium ursinum) che in primavera emana un caratteristico odore che pervade tutta l’area. Camminare in questi boschi, spesso accanto ad esemplari di faggio secolari, significa immergersi in un mondo quasi magico e favoloso, permeato da giochi di luci ed ombre creati dal fitto fogliame degli alberi. Più avanti la faggeta lascia gradualmente il posto ad arbusteti a prugnolo (Prunus spinosa), agrifoglio (Ilex aquifolium), sorbo montano (Sorbus aria), rosa canina (Rosa arvensis), frammisti a qualche piccolo esemplare di tasso (Taxus baccata) e di frangola (Frangula alnus), piuttosto rara nella zona. Ad un certo punto si incontra la biforcazione tra il sentiero n. 225 e il n. 242. Si prosegue sul 225 e si inizia a salire, sempre all’interno di freschi boschi di faggio. Dopo un tratto in salita e un po’ scosceso, sulla sinistra appaiono le pareti rocciose del “Passo del Lupo” (1145m), usate anche come palestra d’arrampicata sportiva. Di fronte, dall’altra parte del sentiero, si apre un piccolo spazio pianeggiante oltre il quale le pareti del M. Cucco strapiombano sulla Forra di Rio Freddo. Si tratta di un bellissimo punto panoramico, affacciato sulla parte più aspra e selvaggia del Parco, chiusa fra il M. Strega a NE, il M. Catria a N, il M. Motette e il M. le Gronde a NW, con il M. Nerone all’orizzonte. Da qui, continuando per il n. 225, poco dopo si apre l’ampio prato di Pian delle Macinare (1150 m), depressione di origine carsica dalla quale partono diversi percorsi ad anello per lo sci da fondo. Tutto il piano è occupato da vegetazione erbacea con abbondanti fioriture in primavera-estate. La presenza di tavoli e la bellezza dell’orizzonte che si presenta, costituiscono un luogo ideale per una pausa e un po’ di ristoro.
Poi si torna indietro per il n. 225 fino ad imboccare il n. 242, che scende lasciando alle spalle l’imponente massiccio del M. Cucco e l’ambiente fresco umido della faggeta, fino ad incontrare il sentiero n.229. Se il sentiero 229 viene preso verso sinistra, in 30 minuti, si può raggiungere la Forra di Rio Freddo (vedi riquadro), altrimenti si devia a destra per tornare al luogo di partenza, camminando lungo il tracciato del Rio Freddo. L'ambiente che si attraversa è fresco e rilassante: l'ombra dei faggi si unisce al lento scorrere delle acque su un letto tortuoso e sassoso, originando a tratti piccole cascate.
L’itinerario si presenta suggestivo in ogni stagione: in primavera la fioritura dapprima della scilla (Scilla bifolia), del bucaneve (Galanthus nivalis), del crocus (Crocus vernus), della primula, della viola e del ciclamino che si continua poi in quella di spettacolari orchidee ed anemoni, crea bellissime macchie di colore laddove il bosco diradato lascia penetrare un po’ più di luce. In estate la frescura offerta dalla maestosa faggeta permette di percorrere l’itinerario anche nelle ore più calde e di trovarvi un luogo di ristoro e di pace in un contatto sublime con la natura. In autunno la variazione cromatica delle varie specie che compongono il bosco in una scala che passa attraverso il giallo, il dorato fino al rosso, in un contrasto suggestivo con il verde cupo di piante sempreverdi come il tasso e l’agrifoglio, crea uno spettacolo unico ed indescrivibile. In inverno, infine, è possibile percorrere l’itinerario in una bella giornata di sole, magari dopo una nevicata, quando si può andare alla ricerca di orme di animali ed ammirare lo spettacolare fenomeno della galaverna.