RACCOGLIENDO STORIE- IL CAMPO SERVAS DI FANO, AGOSTO 2019** DI MEHMET ATES

Scritto da Rota Raffaella il 18-10-2019

Per me, viaggiare con Servas significa raccogliere storie.

Possono essere storie di persone posti e attività.

La stessa esperienza l’ho vissuta durante il campo Servas di Fano, in Italia, nello scorso mese di agosto. Ora non vorrei parlare del posto magnifico, del suggestivo monastero in cima ad una collina circondata da vigne e olivi. Non vorrei parlare dell’atmosfera caotica e gioiosa di 70 persone con culture, età, aspettative e vissuti diversi. Neppure di come Raffaella con il gruppo dei volontari del campo hanno messo impegno ed energia perchè questa esperienza fosse importante e indimenticabile per ognuno di noi.

Invece, vorrei raccontarvi la storia di 5 persone che ho incontrato al campo.

Quando hai delle passioni “dentro” la vita ha sempre qualcosa da dirti. Non ti senti mai annoiato, solo o depresso.

Sono le tue passioni che ti alimentano e accendono le tue energie.

Ho incontrato Barbara e Luciano Benini in Fano una coppia profondamente appassionata.


 

 

Hanno l’aspetto della gente mediterranea con il sorriso e lo sguardo aperto.

Che cosa rende questa coppia “diversa” da altre coppie?

Gestiscono insieme  una parte di spiaggia chiamata “La Spiaggia del Talenti”, una spiaggia sociale e inclusiva pensata per persone disabili. Hanno anche fondato una associazione che gestisce una casa di accoglienza per migranti. Nonostante il governo italiano cerchi di chiudere i porti, Barbara e Luciano, come molti altri italiani, vivono per rendere l’Italia piu accogliente. Questo ci insegna a distinguere tra il governo e la gente di un paese...

 

Ho conosciuto poi Ahmed e Weghi che sono due gemelli di 15 anni. Sono arrivati dall’Egitto 4 anni fa su una barca.  Ahmed dice “È stata una traversata pericolosa, ma grazie a Dio siamo sopravvissuti”. Ora i due ragazzi vanno a scuola, parlano italiano e hanno amici intorno.

 

 

Weghi ama parlare, scherzare e fare casino. Ahmed sembra più riflessivo e meno chiacchierone. Sono sempre attaccati al cellulare per guardare video e partite di calcio dall’Egitto. Ai ragazzi manca il loro paese, il papà carpentiere, il calore della mamma, degli altri fratelli e della sorella minore. Ahmed dice pieno di speranza “Di sicuro li incontreremo di nuovo”.

Ahmed e Weghi vivono con una famiglia “tutor”, la famiglia di Carolina Bolla e Ermanno Gaiga. Carolina è una fisioterapista ed Ermanno insegnante. A parte questi due ragazzi, hanno cresciuto tre figli, che ora sono adulti.

Carolına ed Ermanno fanno parte di un progetto che si chiama “Terreferme” e che si occupa di accoglienza in famiglia di minori arrivati illegalmente in Italia ed è attivo in Veneto, Lombardia e Sicilia. Carolina ed Ermanno sono molto positivi e credono in quello che stanno facendo e hanno cercato di coinvolgere i ragazzi in tutte le attività del Campo Servas. Ahmed e Weghi, come tanti ragazzi di questa età, sono abituati a dormire fino a tardi se non hanno impegni il mattino. Durante il campo, un giorno Carolina mi ha chiesto di svegliarli in modo che non perdessero la colazione. Io sono corso nella loro camera e mi sono messo ad urlare in arabo (la mia madrelingua) “Yalla!” “Yalla!” (Come on! Come on!). Si sono svegliati meravigliati, pensavano di essere ancora in Egitto e che io fossi il loro padre. Mi hanno guardato con occhi sbarrati e poi si sono sciolti in un largo sorriso!

Da quel momento siamo diventati amici e tutti i giorni li ho svegliati in arabo e durante il campo ho parlato con loro sempre in arabo. Parlare la tua lingua ti fa sentire un po’ meno straniero in un paese lontano da casa.

 

 

Ho incontrato altre persone con storie interessanti.

Per esempio la famiglia di Samuele Canestri, un pacifista radicale. Ha una compagna Thailandese, Viyada, e hanno una bimba, Elisa. Samuele con altri genitori, spesso proprio nelle proprie case, promuove l’educazione libertaria e diffusa, perché non apprezza la formazione (soprattutto di pensiero) del sistema "pubblico" attuale. In Italia il sistema educativo permette, oltre che all'insegnamento privato, anche quello parentale.

Samuele dice che "questo indirizzo educativo sta diventando sempre più diffuso".
Oltre che per la Libertà di scelta educativa, Samuele è impegnato anche sul fronte del movimento per la Libertà di scelta terapeutica, che quindi lascia, come da Costituzione italiana e Leggi superiori, la libertà ai genitori anche di vaccinare o meno i propri figli. Secondo il parere di medici e scienziati esperti del movimento, in Italia non è necessaria nessuna vaccinazione, e al contrario, la vaccinazione di massa si sa da vasta documentazione scientifica, che diminuisce lo stato di salute globale. Samuele afferma: ”Se studi le statistiche di confronto tra vaccinati e non vaccinati, vedi che emerge sempre che più si vaccina e più diminuisce lo stato di salute globale. I vaccini sono progettati per portare enormi profitti alle lobby delle industrie farmaceutiche, ma non ai bambini”

 

 

Ho lasciato questa conversazione con molte domande in testa per unirmi al cerchio delle danze tipiche di diversi paesi  nel cortile del monastero. Il campo Servas era immerso nella natura: il cielo stellato, il bosco... l’atmosfera era di un’incredibile armonia e si sentiva nell’aria la gioia dello stare insieme.

Ho provato un sentimento particolare quando ho conosciuto Giuseppe (nella foto con il cappello) che è un pastore e “casaro” delle montagne lombarde. Si è impegnato moltissimo in cucina, aiutando i volontari del Campo.

 

 

Giuse era sempre contento, soddisfatto in ogni momento della sua giornata.

Gli ho chiesto: “Ma scusa, dove hai lasciato le capre?”

E lui tranquillo: “In baita sulle Alpi, ad un giovane che se ne prende cura”. Giuse mi ha offerto del formaggio fresco fatto con le sue mani. Fantastico! Il sapore del formaggio fresco mi ha portato alla mente la mia infanzia quando anch’io curavo le pecore sulle terre della mia famiglia in Antiochia, Turchia. Giuseppe mi ha invitato alla sua baita e spero di andarci un giorno. Servas ti apre nuovi sentieri, se tu vuoi seguirli…

                                                                                                     

 

Martha-Hena è una giovane donna (20 anni) con energia ed entusiasmo incredibili. Mi sono chiesto dove prendesse tutta questa forza.

Lei è molto curiosa e i suoi occhi rincorrono sempre la vita. Studia lingue e questo riflette il suo carattere. Mi ha chiesto quale altra lingua potesse iniziare a studiare nel prossimo semestre e come risposta, le ho scritto il suo nome in Arabo nel palmo della mano. Un bel sorriso l’ha illuminata. Durante il Campo Servas l’ho aiutata a scoprire la lingua Araba e in cambio mi ha insegnato delle espressioni italiane.

Martha-Hena è volontaria in un movimento che si chiama Arte Migrante. Si incontrano in un parco ogni due settimane con amici e migranti. Fanno musica, arte, danza e giochi. Chi può porta del cibo da condividere.

 

 

Martha spiega: “Facciamo questa attività per includere non solo gli stranieri ma anche i senza tetto, consumatori di hashish e le persone fragili che di solito sono ignorate”

Questo atteggiamento è molto coraggioso e positivo in un giovane! Mi ha salutato l’ultimo giorno per partire per Bologna, dove Martha inizierà l’Università.

Mi dispiace non raccontare le storie di altre persone del Campo Servas.

In Servas si dice “Viaggia per incontrare persone e non solo luoghi” e io sono d’accordo dopo questa esperienza del Campo di Fano.

All’alba sono uscito dal Monastero sulla collina per guardare il panorama. In quel momento ho avuto la percezione che per conoscere l’Italia devi salire in cima ad una collina e condividere il tuo tempo con amici italiani.

Ciao Italia, a presto amici Italiani

 

Mehmet Ates

İzmir, September 2019

 

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